Un racconto sull’agosto 1944 a Firenze (estratto)

«Copriti, fuoco, copriti», cantilenava bozzettato dal solleone. A vederne il garbo, in quel polverone agostano solatio, Alberto ci provava, grugnendo al sole, calciando un calcinaccio appena venuto giù dal muro dell’appartamento di sopra. Il condominio spingeva la sua squadrata ombra sulla strada, in una profondità illusoria di fondale da cinematografo. Era accorso l’ortolano a dire…