Per la serie: un’attitudine d’esplorazione che vedo assente in molta narrativa italiana contemporanea, di ottima qualità letteraria (direi “speditezza”), ma, a quanto pare, ripiegata sui propri quartieri e province. Mancano, tranne rari casi (penso a Franco Arminio) esplorazioni anche interiori del territorio reale e immaginario. Ecco qui un passaggio da Il padre selvaggio (1962), sceneggiatura…