Morse dalle tigri. Un reportage sulle donne messicane e la violenza, per Marie Claire

Qualche mese fa ho incontrato alcune delle donne protagoniste della rivoluzione femminista messicana in atto: donne, artiste, rappresentanti politiche, che ogni giorno combattono per parole, immagini e corpo il patriarcato machista del Messico e sono ispirazione per altri movimenti nel mondo. In questi giorni sono tornate in piazza per gridare il loro arrabbiato Ya Basta!

Inizia così, raccontando una storia di Lucia Berlin.

Una ragazza americana, Lou, arriva alla frontiera tra gli Stati Uniti e il Messico. Incontra sua cugina Bella Lynn, nei pressi di El Paso. Le confessa che non sa proprio come fare: è incinta di nuovo (ha con sé già il figlio Ben, di soli dieci mesi). “Devi abortire”, le dice freddamente la cugina, che pure alterna momenti di grande comprensività. “Ci penso io.” Down Mexico way, canticchia Bella, confermandole che ha predisposto tutto: la farà abortire clandestinamente, pagherà lei, basta attraversare la frontiera. Ecco quindi Lou che ritorna in Messico, l’odore ambiguo del Messico che già conosce: fumo, chili e birra. Garofani, candele e cherosene. Arance, sigarette Delicados e urina… Siamo a Natale, Lou dovrà andare con Bella ad un pranzo famigliare dallo zio Tyler, ma prima: parteciperà all’Inferno di una clinica abortiva clandestina messicana. Lì incontra giovani donne americane, tremanti in una sala d’aspetto con le madri accanto, poi stordite coi sedativi, e costrette ad aborti spontanei. Incontra anche Sally, che tenta di fuggire, e che ritrova in bagno, avvolta da spirali di tubi come un Laocoonte impazzito, in mezzo ad una forte emorragia. Una volta abortito, le ragazze doloranti fuggono ancora clandestinamente, chi verso l’autostrada, chi verso l’aeroporto, con quel segreto cavo nel ventre. Lou, tra di loro, ha deciso però: alla fine non abortirà, e è diventata così involontaria testimone di questa catabasi. Ha lottato per un po’ per convincere i dottori, con quel dottore che le ha detto persino squaldrinella in spagnolo, a lei recalcitrante. Però, alla fine, l’ha capita – Lou sa parla spagnolo, ha colto l’offesa, questo ha creato una strana comunione tra un aguzzino bonario e una vittima complice. Lei ritorna così dalla cugina, che l’attende, mentre gioca con il figlioletto Ben in hotel, come se niente fosse. Le tigri l’hanno messa incinta fa Bella allo zio Tyler durante il pranzo di Natale, riferendosi alla cugina, in attesa che il pranzo di Natale abbia inizio”

Continua qui.

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